L’atrofia vulvo-vaginale è una condizione molto diffusa che interessa circa il 50% delle donne in menopausa.

L’atrofia vaginale consiste nella progressiva modificazione della struttura del tessuto vaginale e degli organi vicini, in conseguenza dell’età, ma soprattutto a seguito della carenza degli ormoni femminili, gli estrogeni, che le ovaie smettono di produrre con la menopausa.
Gli estrogeni servono infatti a lubrificare e nutrire il tessuto vaginale, e con la loro mancanza la mucosa vaginale diventa più delicata, più sottile, irritabile ed esposta ai traumi.

Questa nuova condizione comporta un insieme di sintomi che influiscono negativamente sulla qualità della vita della donna, anche a livello di coppia:

  • perdita di turgore e di idratazione
  • secchezza vaginale con scarsa lubrificazione
  • senso di disagio, prurito, bruciore
  • fragilità e lassità della mucosa vaginale
  • dolore durante i rapporti sessuali

La sintomatologia correlata all’atrofia della mucosa vaginale durante il rapporto sessuale può alterare le sensazioni genitali o peggiorare sintomi preesistenti come la riduzione del desiderio e il deficit orgasmico.
Gli stessi sintomi si presentano anche in conseguenza di terapie farmacologiche eseguite per alcune patologie tumorali (mammella, ovaio, utero, vulva e vagina).

Altro fattore legato alla diminuzione degli estrogeni è lo spostamento del pH vaginale verso valori più alti (normalmente è acido, compreso tra 4,5 e 5,5).
Questo altera l’equilibrio dell’ecosistema vaginale, abbassando le difese immunitarie locali e creando la condizioni per ricorrenti cistiti, micosi e vaginiti batteriche, problemi che riguardano quasi il 40% delle donne che entrano in menopausa.

Questi disturbi spesso sono considerati dalla donna inevitabili e le tradizionali cure chirurgiche e farmacologiche sono considerate invasive o causa di effetti collaterali e rischi non graditi

PRIMA DELLA TERAPIA

Mucosa vaginale in condizione basale

DOPO LA TERAPIA

Mucosa vaginale della stessa paziente a un mese da una seduta di terapia MonnaLisa Touch™

Per gentile concessione del Prof. A.Caligaro, Università di Padova

Le terapie tradizionali

È noto che la terapia ormonale sostitutiva combatte la fisiologica riduzione delle secrezioni vaginali e mantiene giovani il tratto genitale, ma solo il 5% delle donne italiane la segue. La terapia ormonale sostitutiva infatti comporta infatti un aumento di rischio di tumore al seno, specie dopo i 5 anni di assunzione, ed è controindicata anche nelle donne a rischio di tromboflebiti e di tromboembolie.

Alternativa alla terapia ormonale sostitutiva con ormoni estrogeni è quella con gel, ovuli, tavolette e creme a base di fitoestrogeni, da applicare localmente. Questi possono essere associati a prodotti nutrienti ed elasticizzanti, come gel a base di collagene e vitamina E. Quando la donna non può o non vuole assumere gli ormoni estrogeni questi sono una buona soluzione temporanea, ma non curano l’atrofia.

La terapia laser

La terapia laser consiste in un trattamento di ultima generazione che, senza gli effetti collaterali delle terapie farmacologiche, corregge in modo indolore la riduzione di volume della mucosa, la rimodella e ne ripristina l’idratazione e l’elasticità.

Si tratta della tecnica più avanzata di foto-ringiovanimento vaginale, sicura ed efficace, in quanto basata su una tecnologia specifica sviluppata appositamente. Attraverso un sistema computerizzato (tecnologia esclusiva DEKA), la terapia laser MonnaLisa Touch™:

  • agisce delicatamente sui tessuti;
  • stimola la produzione di collagene
  • migliora la funzionalità dell’area trattata
  • ristabilisce il corretto equilibrio trofico della mucosa vaginale.